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NUOVI LIMITI FISCALI PER I BUONI PASTO

 
A decorrere dall’anno 2020, il “nuovo” dettato dell’art. 51, comma 2, lettera c) del TUIR sarà il seguente: "Non concorrono a formare il reddito: […] c) le somministrazioni di vitto da parte del datore di lavoro nonché quelle in mense organizzate direttamente dal datore di lavoro o gestite da terzi; le prestazioni sostitutive delle somministrazioni di vitto fino all'importo complessivo giornaliero di euro 4, aumentato a euro 8 nel caso in cui le stesse siano rese in forma elettronica; le indennità sostitutive delle somministrazioni di vitto corrisposte agli addetti ai cantieri edili, ad altre strutture lavorative a carattere temporaneo o ad unità produttive ubicate in zone dove manchino strutture o servizi di ristorazione fino all'importo complessivo giornaliero di euro 5,29”. I buoni pasto non concorreranno, dunque, alla formazione del reddito del lavoratore dipendente entro una soglia massima giornaliera stabilita dall’art. 51 TUIR. Per i buoni pasto elettronici, infatti, la soglia di non imponibilità in capo al dipendente sale da 7 a 8 euro, mentre quella per i buoni pasto in formato cartaceo scende da 5,29 euro a 4 euro. Siamo a disposizione per eventuali altre informazioni.