ASSUNZIONE PERCETTORI REDDITO DI CITTADINANZA
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COMPATIBILITA’ TRA CARICHE SOCIALI E LAVORO SUBORDINATO
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RIFIUTO DEL DIPENDENTE A LAVORARE NELLE FESTIVITA’

 
L a Corte di Cassazione, con la sentenza n. 18887 del 15.07.2019, ha statuito che nelle festività infrasettimanali individuate dalla legge n. 260/1949, il lavoratore può astenersi dalla prestazione, pur in presenza di un ordine datoriale o di un accordo collettivo, anche aziendale, stipulato senza un suo esplicito mandato. La sentenza si pone in linea con un orientamento consolidato sia della magistratura di merito che di quella di legittimità. Di conseguenza, sono da ritenersi illegittimi sia provvedimenti di natura espulsiva (licenziamenti), come nel caso oggetto della sentenza, sia provvedimenti di natura conservativa (richiami, multe o sospensioni disciplinari). Le festività richiamate nella legge 260/1949 sono il 1° e 6 gennaio, il 25 aprile, il 1° maggio, il 15 agosto, il 1° novembre, l’8 dicembre, il 25 e 26 dicembre più il giorno del Santo Patrono. Il diritto del lavoratore di astenersi dall’attività lavorativa in occasione delle festività infrasettimanali è un diritto soggettivo ed è pieno con carattere generale. Tale diritto non può essere posto nel nulla dal datore di lavoro, potendosi rinunciare al riposo nelle festività infrasettimanali solo in forza di un accordo tra il datore di lavoro e il lavoratore e non già in virtù di una scelta unilaterale, ancorché motivata da esigenze produttive. La rinunciabilità al relativo riposo è rimessa al solo accordo individuale tra le parti o ad accordi collettivi stipulati da organizzazioni sindacali a cui il lavoratore ha conferito esplicito mandato. L’orientamento della giurisprudenza ha riconosciuto che il riposo per le festività, come il riposo domenicale, non ha soltanto la funzione di ristoro delle energie psico fisiche perdute per effetto delle prestazioni svolte, ma anche quello della fruizione di un tempo libero qualificato. L’inserimento di una specifica clausola nella lettera di assunzione, al fine di acquisire un consenso generalizzato del lavoratore per tutte le festività infrasettimanali al momento dell’assunzione, sembrerebbe non essere una soluzione adeguata in quanto legherebbe il lavoratore per anni in base ad un consenso rilasciato in un momento di subalternità psicologica. La formula preferibile è quella invece, di un consenso scritto preventivo, con congruo anticipo.